Ella, loro.

Mi dice Lorella nel presentarmi il suo lavoro che ella in lingua sarda è la traslitterazione della lettera L.

In Ella, dunque inizia e finisce, Lorella: dal rosso primigenio della dea, all’abbraccio dei colori e della natura, si schiude in questa collezione una femmina intera, non più solo bambina nata con la matita in mano, non più solo ragazza che disegna, ma anche madre e donna che lascia il segno, completa.

Nei tratti di ogni Ella si scorge l’autrice e insieme l ‘universale Donna Selvaggia in cui si riconosce: fianchi di madre, occhi di fanciulla, mani di donna, e tutte insieme queste parti compongono Loro.

Molti

sono i volti

della divinità:

mostrata

taciuta

cresciuta

rinata.

Molte le foglie dell’albero solo,

molte le corde dell’arpa che suona,

molti i flutti dell’unica battigia.

Ella, la dea,

si specchia in ogni

colore, in ogni

forma, e in ogni momento cambia

per tornare se stessa

in ognuno di loro.

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